FOTOGRAFO DI CIBO | ARTISTA MULTIDISCIPLINARE | NARRATORE

Psiche tra gli Idoli

Psiche tra gli Idoli
FINE ART PRINT

Psiche tra gli Idoli

40 x 56,5 cm

200,00 €

Un collage fisico surrealista su carta dipinta a mano. Lo sfondo è realizzato interamente a pennello; gli elementi, in parte generati con AI e in parte disegnati a matita, vengono stampati, ritagliati con cura e incollati sulla superficie dipinta, poi ulteriormente rielaborati con pittura e disegno. Le ali delle farfalle sono applicate in rilievo, conferendo all’originale una qualità tridimensionale e tattile. L’opera è stata creata in risposta alla open call “Modern Art Genesis: Dalí by Peter Fuller”, curata da Laurence Fuller, e ha ricevuto il Terzo Premio.

La storia dietro l’opera

L’opera nasce da una critica reale e da un incontro reale.
La critica è quella di Peter Fuller. Il critico britannico guardò Dalí e si rifiutò di lasciarsi abbagliare. Per Fuller il genio di Dalí era tecnico, un virtuoso della superficie e dell’illusione, ma il suo surrealismo restava sul piano dello spettacolo: sogni messi in scena in modo brillante che però non raggiungevano mai il terreno profondo e costante dell’esperienza umana. Dalí mostrava l’inconscio, sosteneva Fuller, come un illusionista mostra un trucco, lasciando lo spettatore stupito ma non toccato in alcuna reale profondità.
L’incontro è storia. Il 19 luglio 1938 Dalí incontrò Freud nel suo esilio londinese, poche settimane dopo che Freud era fuggito da Vienna occupata dai nazisti; l’incontro fu organizzato dallo scrittore Stefan Zweig. Dalí portò con sé Metamorfosi di Narciso, sperando di convincere il fondatore della psicoanalisi del suo metodo “paranoico-critico” e di conquistarne il riconoscimento. Non andò come sognava. I gusti di Freud erano conservatori, un ammiratore degli Antichi Maestri con poca simpatia per l’avanguardia, e ciò che lo colpì non fu la teoria di Dalí ma la sua intensità: scrisse a Zweig degli occhi candidi e fanatici del giovane spagnolo e della sua innegabile maestria tecnica, definendolo, di persona, un fanatico. I due ebbero poco da dirsi e, come ricordò Dalí, per lo più si divorarono con gli occhi; Dalí passò la visita a disegnare il cranio di Freud come una lumaca. Il discepolo voleva essere letto come un interprete della psiche; il maestro vide un brillante tecnico.
Questo collage mette in scena tutto quel triangolo su un unico palco surreale. Il palco stesso è diviso in due mondi di colore: in alto un cielo azzurro, aperto e onirico, lo spazio del sogno; in basso un deserto ocra e arancione, caldo e terroso, che cita la pianura brulla della Catalogna dalíana, lo stesso orizzonte vuoto de “La persistenza della memoria” su cui Dalí allestiva i suoi sogni. Su questo doppio fondo a colori vivi galleggiano teste classiche, sculture e ritratti quasi tutti in bianco e nero, e il contrasto parla da sé: il grigio è il regno degli idoli, della statuaria pietrificata, dello spettacolo immobile e già museale, mentre il colore acceso, l’azzurro intenso delle farfalle e degli occhi, l’arancio della terra, è ciò che resta vivo, mutevole e presente. È la psiche che pulsa contro gli idoli che posano.
Al centro sta Peter Fuller, di spalle a noi, di fronte a una scena dalíana incorniciata e posata su un cavalletto. Non tocca il sogno che lo circonda. Osserva, studia, giudica, l’outsider intellettuale, esattamente come nei suoi scritti. Accanto a lui, tracciata a mano nel deserto, corre la frase “To challenge art is to seek its true depth”: non una citazione, ma la riflessione originale dell’artista, scritta di suo pugno dentro l’opera, che raccoglie in una sola riga la tesi di Fuller e da cui nasce il titolo stesso, sfidare l’arte significa cercarne la profondità vera, oltre lo spettacolo.
In alto a sinistra Dalí domina la scena, ma non è un creatore onnipotente: è architetto e prigioniero del proprio spettacolo, mentre offre un fiore delicato su un cucchiaino dalla lunga coda, seduzione anziché caos, una visione costruita con cura. La maschera instabile, tracciata a pennarello, che pende da lui è il volto che Dalí avrebbe voluto indossare davanti a Freud, il decifratore che non gli fu mai riconosciuto di essere; le sue linee incerte tradiscono un’identità sospesa tra genio e illusione. Intorno a lui ritornano i suoi simboli, ma sempre piegati alla critica di Fuller: l’orologio molle, citazione inconfondibile de “La persistenza della memoria”, resta sull’orizzonte e non al centro, il tempo presente ma non più al comando, come a dire che persino il sogno, in Dalí, restava chiuso in una struttura rigida; i cassetti incastonati nelle sculture riprendono i celebri cassetti dalíani, metafore dei recessi nascosti della mente, ma qui sono staccati dal corpo, posati su una figura frammentata, la profondità psichica ridotta a oggetto e a posa; gli occhi ingioiellati, nati dai disegni di gioielli che Dalí realizzò davvero, brillano e reclamano attenzione, e pongono direttamente la domanda di Fuller, vedono qualcosa al di là della propria messa in mostra? Sulla destra il grande uovo, simbolo dalíano di nascita e trasformazione, non è più il guscio chiuso e puro dell’iconografia originale ma si apre in un processo caotico, e da esso emergono due corpi sospesi tra l’informe e il divenire, l’identità latente e stratificata di cui parlava Freud.
Freud siede in basso a destra, presente ma distaccato, accanto al suo libro aperto, un intelletto immerso nell’analisi più che nell’esperienza, l’uomo che preferiva il significato alla forma moderna. Sopra di lui un occhio fluttua in una nuvola, sospeso tra logica e sogno: osserva ma non rivela se ciò che vede sia verità o illusione, e le nuvole intorno ricordano che anche l’analisi più rigorosa si muove in un territorio mobile, dove il senso non si fissa mai del tutto.
Le lingue sono la firma stessa dell’artista dentro l’opera. In quanto “TheFoodMaster” (pseudonimo usato da Corina Daniela Obertas), il suo surrealismo affonda nel gusto, nel desiderio e nel consumo, l’inconscio reso fisico e viscerale anziché semplicemente messo in scena. Dal grande uovo emergono due corpi, sospesi tra l’informe e il divenire; il fauno in basso, con la lingua di fuori e l’espressione sospesa tra riso e agonia, creatura dell’istinto e dell’eccesso, incarna la pulsione pura contro l’ordine intellettuale del libro di Freud; un foglio accartocciato porta pensieri mai pronunciati. Le farfalle blu attraversano l’intera composizione, fragili e onnipresenti, la trasformazione stessa, pensieri che si rifiutano di essere catturati o fissati, l’esatto opposto della fissità rigida che Fuller rimproverava a Dalí.
Al centro del dialogo tra spettacolo e profondità stanno due scritte, in basso, da leggere insieme. A destra, nel libro aperto accanto a Freud, c’è la sua parola: una lettera manoscritta che riproduce la scrittura reale di Freud, densa di concetti suoi, il narcisismo, la melancolia, l’Io, le vicende del movimento psicoanalitico, la voce autentica e autorevole della profondità teorica, scritta e argomentata, ciò a cui Dalí aspirava e che non gli fu mai riconosciuto. A sinistra, accartocciato sulla sabbia, c’è invece il testo dell’artista, una poesia scritta a mano che dà voce all’inconscio con parole sue: Truth hides between the lines / Dreams decode the mind / What is repressed never sleeps / The unconscious has no time / Symbols are the voice of the unknown / The wind speaks in echoes / What is hidden shapes what is seen / A thought forgotten is never lost. I versi traducono in poesia i temi freudiani, il rimosso che non dorme mai, l’inconscio che non conosce il tempo, ma il foglio è gettato via, scartato: un pensiero che resta presente proprio perché abbandonato, perché, come dice l’ultimo verso, ciò che è dimenticato non è mai perduto. Il contrasto tra i due fogli è la tesi visiva dell’opera, la parola ordinata e autorevole di Freud nel libro e la voce poetica e istintiva dell’inconscio nel foglio stropicciato, e suggerisce che la profondità vera può abitare tanto il trattato quanto la pagina gettata.
Freud cercava di spiegare l’inconscio, Dalí di metterlo in scena, Fuller di dubitare di entrambi. L’opera non risolve le loro contraddizioni. Lascia che spettacolo, teoria e istinto stiano insieme in un unico paesaggio, e chiede dove, tra gli idoli, viva davvero la psiche.

DETTAGLI TECNICI

Una stampa fine art in edizione limitata di 50 esemplari numerati a mano, ciascuno firmato a mano a matita dall’artista e accompagnato da un Certificato di Autenticità. Non esistono edizioni digitali di quest’opera. Il collage originale resta un pezzo unico (1/1) custodito dall’artista.
Stampata su Hahnemühle Photo Rag Bright White 310gsm, una carta fine art 100% cotone, priva di acidi, dalla superficie opaca e vellutata, di qualità museale, con inchiostri a pigmento per la stabilità dei colori nel tempo. Ogni stampa riceve inoltre un trattamento protettivo spray anti-UV Hahnemühle, che protegge i colori dalla luce nel tempo.

Prezzo:

Il prezzo dipende dal numero della stampa. Ogni stampa dell’edizione è numerata a mano, da 1 a 50. Più basso è il numero, più la stampa è prestigiosa e più alto è il prezzo: i numeri bassi sono i più rari e i più ricercati dai collezionisti.
A ciascun intervallo di numerazione corrisponde un prezzo. Chi cerca un numero più prestigioso può orientarsi verso le numerazioni più basse; chi desidera avvicinarsi all’opera nel modo più accessibile troverà nelle numerazioni più alte la sua occasione.

  • Stampe numero 50–41 — 200 €
  • Stampe numero 40–31 — 250 €
  • Stampe numero 30–21 — 300 €
  • Stampe numero 20–11 — 350 €
  • Stampe numero 10–1 — 400 €

La stampa numero 1 è riservata come gift; tra le numerazioni 10–1 sono quindi disponibili 9 stampe. L’edizione è strettamente limitata a 50 esemplari.

Imballaggio e spedizione

Ogni stampa viene arrotolata con cura e protetta, poi spedita dentro un tubo postale rigido che previene pieghe o danni durante il trasporto. La spedizione in tutto il mondo è gestita tramite spedire.com, con tracciamento; il costo è calcolato al checkout in base alla destinazione. Il certificato viaggia insieme alla stampa, protetto a parte per mantenersi in perfette condizioni.

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